ROSEA -  CHE COS'E' LA SICUREZZA OGGI? - ROSALBA SELLA

ROSEA – CHE COS’ELA SICUREZZA OGGI? – ROSALBA SELLA

La sécurité vient du latin « cura sine » qui signifie sans souci; è la cultura basilare per la nostra sopravvivenza che ci porta a pianificare l’utilizzo di materiali, oggetti non dannosi e regolamenti per prevenire azioni e o situazioni, che nel presente o nel futuro possano recare danno alla nostra persona o ai nostri beni; in altri termini è l’essere consapevoli che una certa azione non provocherà dei danni futuri.

Effettivamente essere in condizione di protezione non significa sentirsi al sicuro ma bisogna essere al sicuro. E per questo vanno seguite ed applicate tutte le regole imposte per legge e o derivate da un ragionamento logico di capacità di prevedere un eventuale danno.

La cultura e gli insegnamenti personali sono fondamentali dal momento che bisogna saper affrontare qualunque tipo di situazione e o criticità e qualsivoglia sia la sua evoluzione

Anche se una determinata situazione può evolversi senza dar luogo a stati indesiderati, non per questo motivo può essere ritenuta sicura.

Solo una conoscenza di tipo scientifico, basata quindi su osservazioni ripetibili, può garantire una valutazione sensata della sicurezza.

La sicurezza è la coscienza di se stessi e degl’altri.

La sicurezza è la lava di un vulcano che si chiama AMORE, il nostro vulcano è la nostra determinazione a difendere le persone a noi care, la nostra famiglia, la nostra città, i nostri valori etici, la nostra cultura e libertà fino ad arrivare alla nostra amata NAZIONE ITALIA e alla nostra amata MADRE TERRA.

La sicurezza è alimentata da un carburante che si chiama SENTIMENTO, una profonda emozione che fa vibrare i nostri più profondi sensi nel momento in cui ci rendiamo conto che viene compromessa.

La sicurezza è RISPETTO per chi ha donato e dona la propria vita in un instancabile lavoro, silenziose azioni, SPESSO non divulgate ma VITALI per la nostra serenità, vitali per mantenere alto il significato delle parole LIBERTAe DEMOCRAZIA.

Il RISPETTO di uomini e donne che in piedi sull’attenti, in fila davanti alla loro bandiera sventolanti, giura ogni mattina FEDELTAalla propria nazione PRONTO A SACRIFICARE LA VITA per dare sicurezza.

RISPETTO per ogni altra figura fisica o giuridica che da sicurezza, infermieri, Medicis, ingegneri, agents de sécurité, operai.

RISPETTO per chi opera nel sociale, per chi lavora gratis, il cui lavoro è diventato INDISPENSABILE anche se non valutato nei giusti parametri che merita.

Bisogna precisare che il discorso sicurezza parte sicuramente dall’attuazione di una BUONA PREVENZIONE.

Fin da piccola riecheggiava nelle mie orecchie questa frasemeglio prevenire che curare”.

Da grande, adesso, posso dire che: LA SICUREZZA EPARTE DALLA NOSTRA MENTE e in una schematica considerazione si può riassumere che:

IL MONDO SI DIVIDE IN DUE, IN PERSONE CHE USANO CUORE, COMPASSIONE, AMORE E PERSONE NEGATIVE CHE AGISCONO PER PURO INTERESSE PERSONALE SENZA PORRE LIMITE ALLE LORO MALVAGITA’ , Il NERO che si contrappone al BIANCO, come in una scacchiera, si alterna in una realtà sempre più difficile da gestire, le SFUMATURE DI GRIGIO ESISTONO e vanno considerate nelle loro singole esperienze, persona per persona, TUTTO IL RESTO E’ UN DETTAGLIO.

Bisogna premettere che la prevenzione e la sicurezza non sono argomenti che si possono guardare considerando il solonostro orticello personale”, la sola nostra realtà o la sola nostra nazione, tutto deve essere proiettato a livello globale.

Bisogna sopratutto considerare le nuove tecnologie messe a nostra disposizione, nel nostro quotidiano, spesso usate in modo parziale per le loro potenzialità.

La velocità dei dati condivisi sulla rete internet e la velocità con cui una persona può muoversi tra un continente e l’altro, aprono nuovi e innumerevoli scenari da valutare e gestire in modo flessibile, e a mio personale avviso, cercando ed applicando nuovi metodi, nuovi dialoghi e collaborazione fra la gente, fra i popoli.

Nelle innumerevoli catastrofi o attentati terroristici purtroppo i quotidiani news hanno spesso riscontrato procedure di prevenzione e sicurezza obsolete e lente.

In discorsi come questi lentezza vuole dire fallimento e dove un discorso di sicurezza fallisce è la gente a pagare sulla propria pelle, a pagare in prima persona.

SE SI FALLISCE LA GENTE MUORE E QUESTA è L’UNICA PRIORITADA NON PERDERE MAI DI VISTA.

Come accennato prima, la sicurezza parte dalla nostra mente, dal nostro metabolizzare che non esistono solo i doveri ma anche i poteri messi a nostra disposizione. Il primo potere e quello di guardarsi attorno, farsi domande e pretendere di trovare risposte. Il cittadino ha il potere di collaborare in modo dinamico e costruttivo per la sua prevenzione e sicurezza, ma deve, come minimo iniziare a muoversi personalmente cercando nel mondo che lo circonda materiale informativo, cercando di essere un soggetto attivo e non solo passivo in questo discorso.

Esistono in rete internet stupendi siti governativi che sono creati per la gente e messi a disposizione della gente, con contatti diretti a cui potersi rivolgere senza intermediari.

Nell’ambito dellapiattaforma associativaesistono altre realtà che uniscono persone in onlus, associazioni, confédérations,etc. le quali oltre l’essersi organizzate per muoversi nel reale, creano corsi di formazione, corsi che, nella prevenzione, potrebbero salvare la vita ai nostri cari.

Nell’ambito culturale esistono Università che EDUCANO AD EDUCARE , educano professionisti nel settore sicurezza e in tutte le altre materie esistenti ma sopratutto EDUCANO per creare un mondo migliore, EDUCANO le menti a guardare al passato per progettare un futuro lavorando nel nostro presente.

L’estrema sicurezza è data dagli ESERCITI , dai nostri soldati, dai nostri CORPI SPECIALI, che con un instancabile e silenzioso lavoro proteggono il territorio e il nostro diritto di essere sereni in casa nostra.

Ogni cittadino ha nella propria nazione e/o continente la propria REALTAe i suoi termini di NORMALITAo di LEGALITAche cambiano a seconda del colore della sua bandiera.

Attualmente bisogna avere il coraggio di comprendere che tutto è cambiato, ha nuove regole, ha nuovi metodi di comunicazione , se iniziate a guardarvi in torno e iniziate a farvi domande, forse, capirete che ATTUALMENTE TUTTO E’ PROIETTATO IN UN PRESENTE CHE EGIAFUTURO, mentre è una costatazione di fatto che la gestione delle criticità spesso si è rivelata inadeguata.

La prevenzione è da considerarsi, anche, nel saper COINVOLGERE LE GIOVANI MENTI , i ragazzi, DOVE NOI IMPARIAMO a saper dare invece del solo pretendere.

Dare loro fiducia, mezzi, occasioni, realtà costruttive dove loro stessi siano gli artefici di nuove proposte o metodi, artefici di progetti che si sviluppino nel reale a tempo zero.

I giovani che insegnano ai giovani sicurezza usando metodi e modi comunicativi a loro più graditi.

Metodi globali di divulgazione e comunicazione diretti, efficaci ed efficienti, dove si sa unire l’esperienza dell’anziano con la dinamicità del giovane.

Prevenzione nella guida, nell’alimentazione, nello sport , nell’avvisare di subdoli pericoli architettai da delinquenti che approfittano della loro inesperienza.

Per cui, per arrivare ad avere un’ulteriore frontiera di sicurezza è essenziale fare interagire, les gens, peuples, chi ha già creato nel mondo gruppi con questa finalità ricordando sempre che la sicurezza, è cultura, union, dialogue constructif, collaborazione e veloce comunicazione e divulgazione, coordinando ogni elemento che orbita attorno ad esso.

La mia filosofia di vita è:

Fatevi domande, trovate le VOSTRE risposte/ soluzioni, trovate il modo di fare interagire le persone senza confini mentali o di passaporto.

Le domande sono un buon metodo per avere sicurezza e cultura che non ci dimenticheremo mai.

Domanda su domanda, risposta su risposta si va ad affiancare mattone su mattone, un muro di sapere personale per costruire una parete, per costruire una nuova struttura.

UNITI SU DI UN FRONTE COMUNE CONTRO I DELINQUENTI.

UNITI SU DI UN FRONTE COMUNE IN EVENTUALI SITUAZIONI DI CRITICITA

Rosalba SELLA, presidente fondatore Ass. ROSEA